Come è cominciato: il racconto del fondatore
Tutto è cominciato nel 1990, nella bottega di un barbiere a Castellamonte, un piccolo paese del Piemonte. Un amico del dr. Marco Paret vi andò a chiedere al barbiere, Virgilio T., che cosa fosse davvero l’ipnotismo. Invece di rispondere, Virgilio chiuse la porta e fissò lo sguardo su uno dei clienti in attesa. In pochi secondi l’espressione di sfida dell’uomo cedette, il suo viso divenne pallido come la cera e, a una sola osservazione sulla sua sigaretta, fu preso da un accesso di tosse. Un secondo cliente, senza che fosse pronunciata una parola, scivolò nella stessa strana immobilità.
Il dr. Paret non credette al racconto finché non lo vide con i propri occhi, e poi lo sentì su di sé. Insieme all’amico divenne allievo di Virgilio. Virgilio aveva imparato il metodo da ragazzo da un uomo chiamato Rolando, e il metodo sembrava discendere dalla «fascinazione» di Donato, il magnetizzatore belga che negli anni Settanta dell’Ottocento sapeva fermare una persona con un solo sguardo. Poco dopo, a Milano, il professor Erminio Di Pisa, che chiamava la stessa arte «ipnosi istantanea», mostrò loro come lo sguardo potesse essere usato non come spettacolo ma per aiutare le persone, in pochi secondi.
Lo stesso giorno in cui cominciò la sua ricerca sull’ipnosi, cominciò anche una seconda ricerca: come interpretare ciò che aveva visto. Fin dall’inizio il dr. Paret cercò la risposta nelle neuroscienze e nella PNL, che allora aprivano nuove vie per descrivere come le persone si influenzano a vicenda. Da allora la pratica dello sguardo e la sua interpretazione scientifica sono cresciute fianco a fianco; sono le due metà di questo istituto.
Negli anni successivi il dr. Paret cercò lo stesso sguardo istantaneo nelle Americhe, in Brasile, in Indonesia, in Australia e in Russia, e non lo trovò altrove in quella forma. Rimanevano due domande. Da dove veniva questo sapere? E che cosa accade nel corpo di una persona che viene fermata da uno sguardo? La Biblioteca Magnetica è nata dalla prima domanda: ritrovare, nei libri degli antichi magnetizzatori, le scene a cui avevamo assistito nella bottega di un barbiere. L’Osservatorio audiovisivo è nato dalla seconda: filmare, corso dopo corso, ciò che lo sguardo fa al corpo umano.
Dove comincia la storia
Il magnetismo animale nacque in Europa nel Settecento, quando alcuni medici osservarono che la presenza, lo sguardo e i lenti movimenti delle mani di una persona potevano produrre in un’altra forti reazioni del corpo: cambiamenti del respiro, calore, tremori, rilassamento profondo, talvolta un improvviso rilascio della tensione che chiamarono «crisi». Franz Anton Mesmer, medico viennese attivo a Parigi, diede alla pratica il suo primo nome e la sua prima teoria.
Nell’Ottocento l’ipnosi divenne verbale. I praticanti cominciarono a indurre la trance soprattutto con parole e istruzioni, e i fenomeni corporei dei magnetizzatori furono reinterpretati come «suggestione»: un effetto dell’aspettativa e del linguaggio. Gran parte di ciò che i primi osservatori avevano descritto nel corpo fu lasciata da parte.
Noi rimettiamo il corpo al centro. Il nostro punto di partenza è ciò che il corpo fa in modo visibile quando una persona viene avvicinata, guardata o toccata senza parole, e lo leggiamo accanto ai documenti originali di chi per primo lo ha descritto.
Che cosa rende specifico l’istituto
L’istituto si fonda su due risorse. La prima è la Biblioteca Magnetica, una raccolta di 3.893 opere catalogate sul magnetismo animale, sull’ipnotismo e su campi affini, con oltre 13.700 documenti nella sua collezione digitale. La seconda è l’Osservatorio audiovisivo, un archivio di corsi e dimostrazioni filmati dal 2011 al 2026, tratti da più di trent’anni di pratica.
Mesmerismus® è un marchio registrato del dr. Marco Paret, che lo ha creato e che dirige la fondazione. Il nome identifica il suo approccio all’ipnosi non verbale, che l’istituto documenta e studia.
Ipnosi umana e ipnosi animale: un solo paradigma
Nel 1938 il medico e psichiatra ungherese Ferenc András Völgyesi (1895–1967) pubblicò Menschen- und Tierhypnose (Zurigo e Lipsia: Orell Füssli), un libro sull’ipnosi dell’uomo e degli animali tradotto dalla sua opera ungherese Ember és állat hypnosis e poi tradotto in inglese come Hypnosis of Man and Animals, with special reference to the development of the brain in the species and in the individual (Londra, 1966). Völgyesi fotografò aragoste, uccelli, coccodrilli, orsi, leoni e scimmie in catalessi ipnotica, e ne trasse una conclusione audace: gli stati ipnotici dell’uomo e degli animali hanno un’origine biologica comune, quindi le parole non sono l’unico modo per indurli, e le tecniche non verbali possono funzionare anche nelle persone.
Dopo Völgyesi la questione fu divisa in due. I biologi continuarono a studiare l’immobilità tonica negli animali; gli psicologi studiarono la suggestione nell’uomo. Noi riprendiamo la sua domanda con uno strumento diverso. Partiamo dall’induzione non verbale (sguardo, presenza, passi magnetici) e osserviamo nelle persone, in quindici anni di corsi e dimostrazioni filmati (2011–2026), risposte molto simili a quelle dell’immobilità tonica negli animali: immobilità improvvisa, catalessi, cambiamenti del tono muscolare e del respiro, e il rilascio che segue.
In parole semplici: il corpo ha un modo antico di fermarsi e proteggersi, e lo stesso modo può aprirsi alla calma e al recupero. Scientificamente si direbbe che studiamo una risposta difensiva e regolatoria del sistema nervoso autonomo, che le neuroscienze collegano alla sostanza grigia periacqueduttale e alla regolazione vagale del cuore (Kozlowska et al., 2015), e che l’ipnosi non verbale potrebbe essere in grado di evocare senza parole: è una delle nostre domande di ricerca. Questa è la linea di ricerca che definisce il nostro istituto.
Ecco che cosa intendiamo per approccio neurofunzionale: partiamo dalla funzione che possiamo osservare nel corpo e poi ci chiediamo quali sistemi neurali la sostengano, invece di partire da un’unica teoria della suggestione.
Due paradigmi, rifondati
La teoria polivagale e la programmazione neuro-linguistica (PNL) sono due dei modelli più usati da chi lavora con le persone, e due dei più criticati dai ricercatori. Proponiamo di rifondarli entrambi su una base più scientifica: partendo dalla funzione osservabile e dalla relazione tra le persone, conservando ciò che regge e mettendo alla prova il resto.
Una lettura neurofunzionale della teoria polivagale
La teoria polivagale, proposta dal neuroscienziato statunitense Stephen Porges, ha dato ai terapeuti una mappa semplice del sistema nervoso: uno stato di sicurezza e di coinvolgimento sociale, uno stato di mobilitazione per la lotta o la fuga, e uno stato di immobilizzazione e di chiusura. Ha anche dato un nome a qualcosa che ogni praticante di ipnosi non verbale conosce bene: la neurocezione, il senso automatico di sicurezza o di pericolo che il corpo avverte prima di ogni pensiero.
La teoria è stata anche criticata. Nel 2023 lo psicofisiologo Paul Grossman ne ha esaminato le cinque premesse di base (i ruoli distinti dei nuclei vagali dorsale e ventrale, il loro legame con l’immobilizzazione difensiva e con il comportamento sociale, la loro sequenza evolutiva e l’uso dell’aritmia sinusale respiratoria come indice del tono vagale) e le ha giudicate insostenibili o altamente improbabili.
Il nostro approccio conserva ciò che si può osservare e lascia aperto ciò che è ancora in discussione. Usiamo i tre stati e la neurocezione come descrizioni funzionali di ciò che fa il corpo: quando una persona si blocca, si ammorbidisce, respira in modo diverso o si lascia andare, lo registriamo come un cambiamento di stato, qualunque sia l’anatomia che vi sta dietro. Non fondiamo il nostro lavoro sulle premesse contestate: non presupponiamo quale nucleo vagale ne sia responsabile, non ricostruiamo una scala evolutiva e non trattiamo un singolo indice della frequenza cardiaca come misura del vago. L’ancoraggio viene da altrove: dall’immobilità tonica, una risposta difensiva studiata da più di un secolo negli animali, e da ciò che quindici anni di osservazione filmata (2011–2026) mostrano nelle persone.
Detto in modo semplice: la mappa resta utile, e noi la verifichiamo sul campo. Scientificamente si direbbe che trattiamo gli stati polivagali come ipotesi sulla funzione, da verificare sul comportamento osservabile e su più misure fisiologiche insieme, e non come neuroanatomia accertata. È questo il ponte che offriamo tra i praticanti che trovano utile la teoria e i ricercatori che ne mettono in discussione le fondamenta.
Mesmeric Polyvagal Therapy — il sito di pratica del direttore (non un prodotto della ricerca).
Dalle tecniche alla relazione: la PNL rifondata
La programmazione neuro-linguistica fu sviluppata in California negli anni Settanta dai suoi pionieri Richard Bandler e John Grinder, che modellarono il modo in cui alcuni terapeuti eccellenti lavoravano con i loro clienti. Si diffuse in tutto il mondo come insieme pratico di strumenti per la comunicazione. Il dr. Marco Paret è stato tra coloro che l’hanno introdotta in Italia, e da decenni la applica nella consulenza ad aziende e istituzioni.
La ricerca è stata severa con alcune delle sue affermazioni. Una rassegna di 33 studi pubblicata nel 2010 dallo psicologo Tomasz Witkowski ha rilevato che la maggior parte non sosteneva i principi della PNL, in particolare l’idea che ogni persona abbia un sistema sensoriale preferito, leggibile dai movimenti degli occhi e dalla scelta delle parole.
Nella PNL classica la comunicazione costruisce la relazione: il praticante usa parole e tecniche per creare il rapport. Noi invertiamo l’ordine. Per noi la relazione è lo spazio in cui si costruisce la comunicazione, e quello spazio è fatto anzitutto di elementi non verbali (presenza, sguardo, postura, ritmo, respiro) prima che venga pronunciata qualsiasi parola.
Ciò che i praticanti chiamano rapport, il momento in cui due persone cominciano a muoversi, respirare e rispondere in sintonia, oggi si studia come sincronia interpersonale: una rassegna sistematica del 2017 descrive come i segnali autonomici di due persone possano diventare interdipendenti, e come questo sia legato alla qualità della loro relazione. Qui la PNL incontra l’ipnosi non verbale e l’idea polivagale di co-regolazione.
In parole semplici: ciò che cambia una persona è meno una tecnica applicata a lei che la qualità del legame in cui quella tecnica avviene. Scientificamente si direbbe che assumiamo la relazione come unità di analisi, e che verifichiamo le procedure della PNL in base al loro effetto sulla sincronia e sulla regolazione osservabili tra due persone, conservando ciò che regge e lasciando da parte ciò che la ricerca non ha confermato. Nella nostra scuola questo approccio si chiama PNL3: riunisce PNL, ipnosi non verbale e regolazione polivagale.
Un approccio neurofunzionale
Un approccio neurofunzionale parte da una funzione osservata del corpo e cerca i meccanismi che la producono. Cominciamo dal fenomeno così come appare (uno sguardo fisso, un’immobilità improvvisa, un cambiamento del tono muscolare) e solo dopo ci chiediamo quali sistemi siano coinvolti: il sistema nervoso autonomo, che regola senza la nostra volontà frequenza cardiaca, respiro e digestione; i micromovimenti, i piccoli movimenti involontari dei muscoli e degli occhi; e il tono, la tensione a riposo dei muscoli.
Programma di ricerca: domande aperte
Il nostro programma di ricerca è scritto in forma di domande, perché ciascuna segna un punto in cui la documentazione storica e la fisiologia di oggi non si sono ancora incontrate.
- Ipnosi umana e ipnosi animaleL’immobilità tonica negli animali e la catalessi ipnotica non verbale nell’uomo sono espressioni della stessa risposta neurale?
- Gli stati polivagali come ipotesi funzionaliI cambiamenti di stato durante l’induzione non verbale si possono riconoscere in modo affidabile dal comportamento e da più misure fisiologiche insieme, indipendentemente da un singolo indice del tono vagale?
- Il rapport come sincronia interpersonaleL’induzione non verbale aumenta la sincronia comportamentale e fisiologica misurabile tra praticante e soggetto, e questa sincronia ne predice l’esito?
- Sguardo e fascinazioneFascinazione è il nome antico di un’induzione fatta con il solo sguardo. Quali cambiamenti dell’attenzione, dell’ammiccamento e della postura seguono uno sguardo prolungato, e in quale ordine?
- Catalessi e immobilità tonicaLa catalessi è uno stato in cui gli arti restano nella posizione in cui vengono messi; l’immobilità tonica è la risposta di «congelamento» studiata negli animali. Fino a che punto queste due descrizioni si riferiscono, nell’uomo, allo stesso meccanismo?
- Passi magnetici e toccoI passi sono lenti movimenti delle mani lungo il corpo, a distanza o con un contatto leggero. Quali canali sensoriali (pelle, temperatura, vista del movimento) ne trasmettono l’effetto?
- La crisi mesmericaI primi magnetizzatori vedevano la crisi come una risoluzione naturale: una scarica dopo la quale la tensione diminuiva. La si può descrivere come una risposta autonomica che ristabilisce l’equilibrio?
- Induzione verbale e non verbaleQuando la stessa persona viene guidata in trance con le parole e senza parole, quali risposte del corpo cambiano e quali restano uguali?
- La lente polivagaleLa teoria polivagale, proposta dal neuroscienziato statunitense Stephen Porges, descrive come il sistema nervoso rilevi sicurezza o pericolo al di sotto della consapevolezza, un processo che egli chiama neurocezione. Aiuta a spiegare perché una presenza calma può cambiare lo stato di un’altra persona?
Interventi e congressi
Il dr. Marco Paret presenta i temi dell’istituto in congressi internazionali e medici. L’elenco che segue comprende solo gli interventi documentati da una fonte pubblica.

- Timișoara, Romania, 11–13 settembre 2025 · Congresso nazionale di psichiatria con partecipazione internazionale, sessione plenaria «L’ipnosi nella pratica psichiatrica». Con il prof. dr. Adrian Bumbu: «Meccanismi neurofisiologici della trance indotta dallo sguardo: prospettive sulla fascinazione ipnotica e sulla teoria polivagale» e «Mesmerismo – aspetti pratici: dimostrazione di tecniche di induzione non verbale». Programma (PDF) · pagina del congresso
- Oradea, Romania, 1–3 marzo 2024 · Congresso «Orientamenti psicoterapeutici nella psichiatria moderna», Hotel Continental. Presidente del comitato scientifico; relazioni «Usare la crisi mesmerica per risolvere i problemi» e «Tecniche di fascinazione», e un workshop «Formazione di base in ipnosi non verbale». Pagina del congresso
- Roma, Italia, 2016–2019 · Congresso Mondiale di Ipnosi, ideato e diretto dal dr. Marco Paret (organizzato da Ipnosi Italia, I.P.C.A., un’associazione collegata al direttore): 17–19 giugno 2016, 16–18 giugno 2017, 15–17 giugno 2018, 21–25 giugno 2019. Tra le sue relazioni: «La fascinazione per lo sviluppo personale e la leadership» (2016) e «Ipnosi e Mesmerismus» (2018). Edizioni · resoconto 2016 · resoconto 2018
- Monte-Carlo, Principato di Monaco, 15–16 novembre 2011 · Conferenza internazionale sulle risorse umane, Grimaldi Forum, con Matt Traverso. Pagina dell’evento archiviata
Che cosa esiste e che cosa è in preparazione
Ogni parte dell’istituto ha il proprio stadio di sviluppo, indicato qui com’è oggi.
| Biblioteca Magnetica | attiva Catalogo delle fonti storiche; indice per periodi in pubblicazione progressiva. |
|---|---|
| Archivio audiovisivo | attivo Corsi e dimostrazioni filmati 2011–2026; catalogo fenomenologico in corso. |
| Metodo e pratica | attivi Decenni di pratica diretta e di insegnamento dell’ipnosi non verbale. |
| Comitato scientifico | in formazione I membri saranno annunciati su questo sito. |
| Annali dell’istituto | previsti Articoli con DOI; la revisione tra pari partirà quando il comitato scientifico sarà costituito. |
Una domanda ci accompagna in ogni fonte che leggiamo: perché gli osservatori degli anni Ottanta del Settecento, senza alcuna nozione del sistema nervoso autonomo, descrissero con tanta precisione le risposte che oggi la fisiologia sa nominare?
Termini chiave
- Induzione non verbale
- Guidare una persona in uno stato ipnotico attraverso lo sguardo, la presenza, il tocco o i passi, senza suggestione verbale.
- Fascinazione
- Il nome storico di un’induzione fatta attraverso uno sguardo prolungato.
- Magnetismo animale
- La pratica fondata da Franz Anton Mesmer nel Settecento, che agiva sul corpo attraverso la presenza, i passi e il tocco.
- Immobilità tonica
- Una risposta difensiva di «congelamento» negli animali, in cui il corpo diventa per un certo tempo immobile e rigido.
- Neurocezione
- Il termine di Stephen Porges per il senso automatico di sicurezza o di pericolo che il corpo avverte prima di ogni pensiero.
- Approccio neurofunzionale
- Partire da una funzione osservata nel corpo, e poi chiedersi quali sistemi neurali la sostengano.
- Sincronia interpersonale
- La coordinazione di movimento, respiro e segnali fisiologici tra due persone.
- PNL3
- L’approccio della Scuola che riunisce PNL, ipnosi non verbale e regolazione polivagale.
- Mesmerismus®
- Il marchio registrato del dr. Marco Paret e il nome del metodo che ha creato.
Riferimenti bibliografici
- Völgyesi F. A., Hypnosis of Man and Animals, 2nd ed., trans. M. W. Hamilton, London: Baillière, Tindall & Cassell, 1966. Catalogo Wellcome Collection
- Völgyesi F. A., Menschen- und Tierhypnose, Zürich and Leipzig: Orell Füssli, 1938. Scheda Google Books
- Gyimesi J., “Hypnotherapies in 20th-century Hungary: The extraordinary career of Ferenc Völgyesi”, History of the Human Sciences 31(4), 2018, 58–82. doi:10.1177/0952695118790414
- Porges S. W., The Polyvagal Theory: Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-regulation, New York: Norton, 2011.
- Grossman P., “Fundamental challenges and likely refutations of the five basic premises of the polyvagal theory”, Biological Psychology 180, 2023, 108589. doi:10.1016/j.biopsycho.2023.108589 (preprint, CC BY)
- Witkowski T., “Thirty-five years of research on neuro-linguistic programming. NLP research data base. State of the art or pseudoscientific decoration?”, Polish Psychological Bulletin 41(2), 2010, 58–66. doi:10.2478/v10059-010-0008-0 (scheda)
- Kozlowska K., Walker P., McLean L., Carrive P., “Fear and the Defense Cascade: Clinical Implications and Management”, Harvard Review of Psychiatry 23(4), 2015, 263–287. doi:10.1097/HRP.0000000000000065
- Palumbo R. V. et al., “Interpersonal autonomic physiology: a systematic review of the literature”, Personality and Social Psychology Review 21(2), 2017, 99–141. doi:10.1177/1088868316628405 (scheda)